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Consigli sulla manutenzione e conservazione del tappeto persiano.
Farshiran - Pregiati tappeti Persiani - Lavorazione al telaio

Consigli per conservare a lungo un tappeto

Anche se non è necessario togliersi le scarpe quando si calpesta un tappeto, come fanno gli orientali (usanza dovuta essenzialmente a fattori culturali), per assicurare una lunga vita al vostro tappeto è bene osservare certe attenzioni.
Essendo fatto con sostanze organiche che hanno una naturale esigenza di aria per mantenersi in buone condizioni, bisogna avere l'accortezza di non tenere il tappeto in luoghi troppo piccoli e bui, mentre sono da evitare i luoghi eccessivamente umidi.
I tappeti sono dei manufatti realizzati con fibre naturali od animali annodati a mano composti di fili che emergono dai nodi.
Col tempo, l'uso e la polvere, questi fili finiscono per appiattirsi sul tappeto ed il pelo, anche se conserva una certa nitidezza dei contorni dei vari motivi, non ha più lo spessore originale. In questo stato il tappeto è soggetto ad una maggiore usura dal momento che il pelo non ha la possibilità di risollevarsi.
Quindi ogni quattro-cinque anni, si consiglia una pulizia completa al fine di gonfiare di nuovo il pelo.

La pulizia

E' importante mantenere il proprio tappeto sempre accuratamente pulito, perchè lo sporco assottiglia e logora il tessuto. Per conservare al meglio il tappeto pulitelo giornalmente con una scopa morbida e ogni settimana servendovi di un aspirapolvere non troppo potente, badando a non rovinare le frange e passando l'apparecchio anche sulla parte inferiore.
Si consiglia di evitare l'uso del battipanni o battitappeti; nel caso sia indispensabile l'uso di tale aggeggio bisogna avere l'avvertenza di battere il tappeto solo sul rovescio.

Come pulire un tappeto

Per mantenere a lungo in buone condizioni un tappeto bisognerebbe anzitutto passarlo giornalmente con una scopa di saggina nel senso del pelo, mentre una pulizia più accurata prevede l'uso del battitappeto o dell'aspirapolvere, dotato dell'apposita bocchetta, almeno una volta alla settimana. Come minimo una volta all'anno bisogna procedere a una pulizia a fondo con un idoneo shampoo. E' consigliabile affidare la pulitura a un'impresa specializzata; se però si vuol fare da sè, bisogna prima di tutto assicurasi che i colori non stringano: per accertasene si passa un pò di shampoo in un angolino nascosto. Quindi si procede in questo modo: si pulisce accuratamente il tappeto con il battitappeto, con l'aspirapolvere o con la spazzola prima di sfregarlo leggermente con un tampone bagnato di shampoo, operando secondo il verso del pelo. Una volta asciutto, si passa con l'aspirapolvere. Le macchi di qualsiasi natura andrebbero tolte immediatamente con una spugna inumidita in acqua tiepida. Se si tratta di macchie di natura sconosciuta si toglie la parte superficiale con un raschietto, poi si passa un tampone di tela inumidito in acqua tiepida strofinando dal centro verso i bordi. se non bastasse, si può inumidire il tampone in acqua tiepida addizionata con mezzo cucchiaio di smacchiatore o di aceto (ripetere se necessario); quindi si sciacqua con un panno bagnato in acqua tiepida e si asciuga con un ventilatore o con un asciugacapelli.

Farshiran - Pregiati tappeti Persiani - Le macchie

Le macchie

Nel caso vi capiti di versare qualcosa sul vostro tappeto, occorre intervenire immediatamente tamponando la zona con un batuffolo di cotone secco e assorbente: si consiglia anche di mettere un foglio di carta o giornale sotto al tappeto per proteggere il pavimento nel caso che un colore possa stingere.
Quindi si può pulire la macchia con un sapone neutro o detergente per tessuti delicati, sciaquare e far asciugare il più possibile, ricordandosi di fare areare il tappeto sollevando le parti bagnate.
Mai usare smacchiatori a mano che non si è certi della resistenza e del tipo di coloranti utilizzati nella fabbricazione del tappeto.

Farshiran - Pregiati tappeti Persiani - Il lavaggio

Il lavaggio

Il lavaggio non va considerato soltanto sotto il profilo igienico, ma è importante anche per la preservazione delle fibre naturali che riacquistano morbidezza, vivacità e lucentezza.
Anticamente i tappeti venivano lavati di rado e , per mantenerli puliti, venivano frizionati superficialmente con acqua e aceto o ammoniaca.
Oggi lo smog e le sostanze chimiche presenti nell'atmosfera si depositano sul pelo e, aggiungendosi alla polvere, formano una patina di grasso: col tempo questa patina si secca provocando l'irrigidimento delle fibre e il loro sgretolamento.
Pertanto si deve ricorrere a detergenti efficaci e delicati.
Ogni quattro-cinque anni è bene far lavare il tappeto, soprattutto se di grande valore, da una ditta specializzata, perchè questa è un'operazione assai delicata che, se non bene eseguita, potrebbe rovinarlo irrimediabilmente. Se il tappeto ha un valore che non giustifica la spesa di un lavaggio presso uno specialista, potete effettuarlo voi stessi. Ma prima di eseguire l'operazione si consiglia di provare la resistenza del lavaggio di ogni colore eseguendo un test molto semplice: prendete un batuffolo di cotone bianco, inumiditelo leggermente e strofinate delicatamente ogni zona di colore.
Se il colore non stinge sul batuffolo di catone, potete lavare il tappeto badando a non usare mai alcun detersivo. Se anche un solo colore stinge, conviene rivolgersi ad un altro specialista.
Lo stesso test può essere effettuato inumidendo direttamente una piccola parte del tappeto e passandovi sopra un pezzo di carta assorbente pulita per controllare che non vi rimangono tracce di colore.
I tappeti di piccolo formato possono essere lavati nella vasca da bagno con acqua tiepida.
Un tappeto di grandi dimensioni invece può essere lavato all'aperto, meglio se in una giornata ventosa, steso sopra un foglio di politene. Una volta spruzzata l'acqua, si strofina con una spazzola di setola morbida e si lascia asciugare.

Le tarme

Le tarme oltre a provocare gravi danni, sono anche difficili da scoprire. Vivono e si riproducono in ambienti con poca illuminazione, e sono divoratrici di lana. Normalmente stazionano nel pelo e depongono milioni di uova nel giro di poche settimane. A volte mangiano la lana all'altezza del nodo, per cui il tappeto anche se appare integro, perde la lana quando viene aspirato.
In questi casi occorre irrorare il tappeto con disinfestanti particolari e rinchiuderlo in contenitori a tenuta ermetica per almeno un mese. Dopo un lavaggio energico, si può procedere al restauro.
Una astuzia per evitare il flagello delle tarme è quello di mettere nella stanza un vaso contenente delle piume: le tarme tralasceranno certamente il tappeto per deporre le loro uova sulle piume.

Piccole riparazioni

Piccoli interventi di riparazione al tappeto possono essere fatte da tutti: è sufficiente essere in possesso di un solido ago e del filo di lana assortito, che potete procurarvi presso i negozi di prodotti di artigianato o nelle mercerie più provviste.
Alcuni tappeti hanno tendono ad incurvarsi agli angoli; si può evitare questo inconveniente stirandoli: quando il problema non si riesce a risolvere, occorre intervenire con riparazioni più complicate che è bene lasciare ad uno specialista.
Se il tappeto tende seccarsi, il problema è causato dalla lana che è portata a perdere i suoi grassi essenziali, si può restaurare in un modo abbastanza facile: stendete il tappeto su una superficie in piano, prendere un pugno di vello di montone appena tosato e non ancora trattato, e strofinarlo su ogni lato del tappeto, in questo modo ridarete al tappeto una certa quantità di lanolina.

Farshiran - Pregiati tappeti Persiani - Il restauro

Il restauro

In caso il tappeto abbia dei danni gravi, è necessario procedere ad una vera e propria opera di restauro, lavoro così difficile ed impegnativo che occorre lasciare ad artigiani esperti e competenti.
Il restauro ha il fine di conservare e proteggere (restauro conservativo) il tappeto o di ricondurlo allo stato originario (restauro integrativo). Determinate l'importanza, l'età e la provenienza del tappeto, il restauratore ne analizza lo stato generale, sia al dritto che al rovescio, alla luce del sole; poi passa allo studio dei danni per identificare il tipo di intervento da effettuare. Il tappeto viene sottoposto a lavaggio, al fine di lavorare su fibre pulite, elastiche e morbide e per poter valutare correttamente i colori.
Questa operazione, data l'abilità e le conoscenze richieste, è piuttosto costosa e quindi deve essere eseguita solo se si è in presenza di un tappeto di elevato valore e se il costo del restauro (che non deve mai essere superiore al valore del tappeto) è conveniente.

Il buco

Un buco può essere provocato da cause diverse (bruciature, animali, attriti violenti causati da oggetti trascinati); se il tappeto è molto sporco le fibre perdono la loro elasticità, tendono a spezzarsi e polverizzarsi, soprattutto in ambienti troppo secchi.
Restaurare un buco significa ricostruire di nuovo una parte del tappeto. Il lavoro è particolarmente complicato ed è necessario l'intervento di uno specialista.

Il tappeto marcito

Un tappeto a lungo bagnato marcisce. Per ovviare a questo problema occorre eliminare le aree marcite, generando così un buco che deve essere restaurato. Nel caso che le zone di marcitura siano molto estese, occorre valutare se il restauro sia conveniente o sia opportuno invece cucire semplicemente una fodera sul rovescio per rinforzare le parti più deboli della struttura con fili sottili e resistenti.

motivi bordi tappeti

Le testate

Le testate, cioè le parti terminali del tappeto sono costituite dai fili dell'ordito che fuoriescono fino a formare le cimose e le frange. Queste sono portate a sfilarsi e sfibrarsi. Appena il tappeto mostra i primi segni di cedimento è necessario intervenire con un restauro conservativo operando una fermatura interna non visibile.

I bordi

Nei tappeti di pregio ad alta densità di nodi, tramati e orditi in seta, la tensione dei nodi e la rigidità della struttura possono causare l'arricciatura delle bordure, non consentendo la perfetta stesura del tappeto. Il problema è che il tappeto possa strapparsi nella parte esposta alla piega. In questi casi l'unico intervento possibile è quello di intervenire sulla struttura interna, lavoro molto complesso e delicato che richiede l'intervento di un restauratore particolarmente abile.

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